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Un gatto da copertina …

ecco .. e adesso chi lo tiene piú il mio Spirulicchio???

Su Micromosso è partito il nuovo contest “Amici a 4 zampe” (partecipate che è uno dei temi piú divertenti!!) e come copertina hanno scelto una mia foto:

Micromosso - Contest "Amici a 4 zampe"

Micromosso - Contest "Amici a 4 zampe"

Oye … dile al tío ese, el Torchio, que ya que utiliza mi imagen, tiene que pagarme los derechos!

Joder … que soy un gato famoso ahora, a partir de mañana solomillo ¿entendido jefa?

Spiruilicchio detto anche Sacacorchos (Cavatappi) è spagnolo, gli abbiamo riconosciuto la doppia nazionalità ma non parla italiano quindi traduco per lui: “Ascolta, dí a quel tipo lí, Torchio, che visto che usa la mia immagine, deve pagarmi i diritti! Porca p… [traduzione piú o meno letterale] … sono un gatto famoso adesso, a partire da domani filetto. Capito capa?

lose

Grazie allo staff per l’apprezzamento (vi manderó il conto del filetto…)

Spirulicchio sul set

Spirulicchio e le Sardine

La Fabrica de Sal

Gli edifici industriali abbandonati sono sempre una miniera per gli appassionati di fotografia, offrono mille spunti diversi. Questa la chiamano “La fabbrica del sale” si trova al bordo di una laguna salata che è in secca la maggior parte dell’anno, soprattutto da qualche anno a questa parte in cui la Spagna ha sofferto gravi problemi di siccità.

Se fossi una fotografa seria avrei pensato a un reportage con un filo conduttore e poi elaborato una serie di foto a “tema”, ma siccome sono una fotografa della domenica, e infatti le foto le ho fatte domenica scorsa, ho fatto la turista girando intorno e dentro la fabbrica facendo foto da tutti i lati e attraverso tutti i buchi … che volete ognuno si diverte come puó!

Quando ho postato questa foto su Micromosso il “buon” Giacomo Saviozzi ha fatto un’analisi alla foto, e non sa quanto mi abbia fatto piacere, mettendo in evidenza tutti i limiti della foto e della fotografa (di cui purtroppo sono ben conscia :P )

La Fabbrica 01 © MilaCroft
La Fabbrica 01 © MilaCroft

[...] Questa fabbrica “dirupata” di cui ci offri uno scorcio più descrittivo che “artistico” mi piace. Mi piacciono quelle campate, credo si dica così, che sostengono le mura. Hai cercato di giocare timidamente con le geometrie e con la costruzione dell’immagine facendo partire la struttura dall’angolo destro del fotogramma. Tecnicamente è una scelta che paga. Da senso di profondità. Nell’ambito della foto reportagistica, cioè che tende a raccontare la struttura della fabbrica trova una naturle collocazione. In uno studio di forme e geometrie invece la trovo più debole. L’inquadratura ampia tende a portare lo sguardo alla ricerca di particolari, a leggere la foto in chiave descrittiva. Affascinato da queste fabbriche non sono riuscito mai a cogliere una storia architettonica. Ho sempre cercato forme o dettagli che ricoprissero il ruolo mediatico di trasfert tra la “morte” della struttura e la “vita” operosa di chi l’ha abitata. Per cui ho sempre cercato particolari “vivi”.
La luce sulla struttura mi piace, crea un buon BeN, con molte sfumature, morbido, forse anche troppo. Quello che invece non mi piace è il cielo, privo di nuvole e con quella “fumatura” dal “blu scuro” al bianco mi ricorda l’uso di un filtro graduato. Artificio che usavamo in “tempi analogici” per dare vitalità a un cielo atrimenti piatto. Nel digitale questo effetto tendenzialmente non mi piace, rende il tutto un po’ troppo artificioso, non nel senso comune del termine, ma in un senso ideologico, nel senso che rende la scena “immobile” “vuota” di contenuto emozionale. Ovviamente con la presenza di un cielo carico, di quelli post-temporale, la scena avrebbe assunto un che di drammatico. Anche la presenza umana ovviamente avrebbe collocato lo scatto in una dimensione più concettuale. Foto quindi in bilico tra lo scatto “formale” di architettura e quello didascalico del reportage. Peccato perchè la fabbrica, così come si vede, da l’impressione di essere interessante e di avere alle spalle una bella storia industriale. [...]

La foto su Micromosso

Il bianconero mi intimidisce sempre, da un lato vedo che il 90% delle foto che vengono presentate utilizzano il BN per darsi un tono, un’aria da foto “impegnata” e dall’altra mi rendo conto che il bianconero è qualcosa che devi sentire dentro nel momento in cui scatti, lo devi vedere non provare con Photoshop. Non che i miei BN siano giustificati da un alto livello artistico, tutt’altro, peró quando li faccio è perchè li ho visti … con i miei occhi ovviamente che purtroppo non sono quelli di Giacomo Sardi giusto per fare un nome :D

Questa foto invece l’ho presentata a colori perchè è cosí che l’ho vista ed è la rappresentazione della luce in quel momento, mi piace tantissimo il grandangolo anche se sulla Nikon D40 il 18 mm non è un grandangolo spinto, era ció di cui sentivo la mancanza con la Fuji S5000.

La Fabbrica 02 © MilaCroft

La Fabbrica 02 © MilaCroft

Su Micromosso Francesco (m.f.photo68) e Antonio (Torkio) hanno suggerito/ consigliato il BN, ecco la versione di Antonio Perrone:

La Fabbrica - BN di Antonio Perrone

La Fabbrica - BN di Antonio Perrone

Decisamente una versione molto piú “maschile” della mia!

Altre foto: Fabrica de Sal

Analisi di una foto – Giacomo Saviozzi

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Location: Laguna de Salinas (Alicante) -  Spagna

O’zappatore … torna a casa

Torna, torna! ‘Sta casa ascpett’ ‘a te!

Grazie ad Antonio Perrone (Torkio) e alla sua reinterpretazione … lo zappatore torna a casa :D

o'zappatore

o'zappatore

PS: Rino se passi di qui aggiungi qualcosa in napoletano corretto che io sono padana, o’zappatore a casa mia è solo un cuntadein … sí insomma anche le parole hanno la loro poesia ce lo vedete Merola stravolto dalle lacrime  cantare “al cuntadein“???

‘o zappatore, nun s”a scorda ‘a mamma!

e si nun s scord a mamm, a mamm addò stà?

Grazie Rino :)

Brandelli di dizionario (che qui facciamo cultura mica quadretti in brodo!)

Napolatano: ‘o zappatore

Modenese: al zapador o sapador secondo la zona della provincia :P

Grazie papá :D

Segnalazione Portfolio: Bici al quadrato

Una bella raccolta di foto sulla bicicletta, tutte contraddistinte dal formato quadrato e il bianconero, di Antonio Perrone (Torkio)

Mi ha messo di buon umore, di domenica mattina non ho potuto fare a meno di pensare a Piazza Grande a Modena e all’Emilia in genere dove la bicicletta da sempre è uno dei mezzi di trasporto piú usati.

Londra 2006 © Antonio Perrone

Londra 2006 © Antonio Perrone

portfolio: bici al quadrato

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Segnalazioni: Portfolio

Su Micromosso sono stati pubblicati alcuni Portfolio interessanti (o Portfolii o Portfolios … come azzo è il plurale di ‘sta parola????).

Gli album (fino a quando qualcuno non mi dice qual’è il plurale non tornerò a ripetere quella parola!!!) aiutano ad entrare nella visione di un fotografo, una singola foto puó dire molto ma inserita in una raccolta si arricchisce e diventa racconto, reportage, poesia secondo i casi.

Vi propongo tre autori con tre stili e tre racconti diversi:

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Portfolio: Il Lavoro di Marco Pavani

“Piccoli, motori dell’economia di sussistenza
Piccoli, portatori d’acqua, di legna, di vino, di mattoni e di quant’altro
Piccoli, fantasmi della società civile mai registrati all’anagrafe
Piccoli, analfabeti senza accesso alle lingue internazionali
Piccoli, che diventano grandi senza adolescenza, senza lo spazio del sogno, del dubbio, del progetto
Piccoli, che quando si muore il lutto dura solo un giorno (e non sette come per gli adulti)
Piccoli, che si sorride anche quando non ci sarebbe nulla da ridere
Piccoli, sfruttati come schiavi in Paesi ancora schiavi
Piccoli, senza forza, senza avvocati, senza difese
Piccoli, senza voce, ma con gli occhi che parlano e che raccontano più di mille scrittori
Piccoli, in Africa, nel mondo, alla ricerca di un futuro difficile
Piccoli, amici miei e nostri.”

Presentazione su Micromosso


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Portfolio: Il Teatro del Silenzio di Bagdesign

“Questa struttura è nata nel paese natale del grande cantante Bocelli per ospitare manifestazioni culturali presiedute dal noto toscano. Al centro del laghetto campeggiava fino a pochi anni fa una enorme statua dello scultore tedesco, di genitori polacchi, Igor Mitoraj.
Adesso la bellissima e suggestiva statua è stata sostituita da un’altrettanto importante statua dell’artista Pomodoro, ma sicuramente il posto ha perso molto, in quanto a fascino. Ecco perché propongo queste mie foto che potrebbero essere (e forse lo sono) le ultime testimonianze”

Presentazione su Micromosso

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Portfolio: Roma nell’ora blu di Torkio

“Ieri era sabato e siccome che sono fotografo della domenica, e anche del sabato se non piove…. ieri non pioveva e mi so avventurato alla ricerca del blu nel cielo di Roma”

Presentazione su Micromosso