Cosa avranno mai di speciale queste foto?

Uva e Pesche © MilaCroft
22 mm (eq. 33 mm) | f 11.0 | 1/2,5 sec | 200 ISO
Bhe niente dal punto di vista fotografico, non sono certo scatti da concorso, la difficoltà sta nel gestire la luce e il punto di ripresa, io non lavoro in studio mi arrangio con quello che ho in casa, quindi niente di complicato direte voi, niente faretti, niente flash professionali, niente diffusori ecc.ecc. Devo solo aspettare l’orario giusto per fare le foto nell’angolino giusto della casa.

Peperone © MilaCroft
38 mm (eq. 57 mm) | f 20.0 | 1/5 sec | 200 ISO
Ma io per fare una trentina di scatti del genere me li devo sudare tutti! Uno a uno!!
Se non avete gatti in casa non potete capire!
Prima di tutto preparare lo sfondo, immancabilmente è da pulire perché non si sa come ma c’è sempre qualche pelo di gatto e non pensiate che me la cavi con poco perché avendo una gatta bianca e nera state sicuri che sugli sfondi chiari troverò peli neri e viceversa sugli sfondi neri ci finiscono i peli bianchi.
La stessa cosa mi succede con i maglioni … quella gatta deve avere un rilascio di peli fotosensibile!
Ma non è tutto perché avendo anche un gatto tigrato i peli possono essere random in qualsiasi tonalità di grigio, che tanto sta bene su tutto!
Sistemata la questione peli random c’è da preparare il soggetto, facendo ben attenzione che nel mentre i felini stiano alla larga dallo sfondo! Ovviamente devono venire a sindacare anche sul soggetto, soprattutto se prelevato dal frigorifero: devono controllare il grado di commestibilità felina.
Sistemato sfondo e soggetto inizia l’operazione FlashGordon, devo andare a prendere la macchina fotografica abbandonando per qualche secondo il set. Mica pensavate che la macchina fotografica la tenevo lì vicino a me alla portata di unghie e canini mentre sistemavo sfondo e soggetto vero?
L’operazione consiste in: valutare la distanza dei due felini dal set, calcolare il grado di interesse che ancora hanno per il soggetto (e i felini sono bastardissimi nel dissimulare il loro interesse!), calcolare la distanza tra me e la macchina fotografica (ma il percorso ormai ce l’ho mappato), calcolare i tempi per apertura borsa, estrazione della macchina, rimozione del tappo e porcamiseria se mi sono scordata il polarizzatore.
Se porcamiseria ho dovuto rallentare la cronometro per colpa del polarizzatore da togliere è facile che mi trovi qualche zampata e qualche pelo sul set, quindi con salomonica pazienza con una mano reggo la macchina fotografica e con l’altra munita di straccetto ripulisco il set, mentre qualcuno tenterá di controllare se la cinghia della macchina è un giochino interessante!
La sessione va calcolata in un solo tempo senza mai abbandonare macchina fotografica e set, se voglio spostare il soggetto devo farlo con una mano sola … ora capite perché fotografo pesche e peperoni e non fotografo cocomeri!
Se sono particolarmente ispirata e decido nella stessa sessione di fare foto a soggetti diversi devo ripetere l’operazione: riporre la macchina fotografica in luogo sicuro, tornare al set per cambiare il soggetto … Dovró di certo ripulire lo sfondo perchè qualcuno sará andato a vedere di nuovo che cavolo stessi fotografando, perché il cervello felino fa un’equazione molto semplice “tanto interesse = commestibilità” e ripetere da capo … sí ma devo essere proprio MOLTO ispirata!
Qualcuno è diventato famoso mettendo una rana su una croce … indovinate a che versione penso mentre fotografo le mie nature morte?
EDIT: Ho aggiunto i dati di scatto, le foto ingrandite comunque contengono di dati Exif completi
La versione in bn della prima foto:

Uva e Pesche in bianconero © MilaCroft
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