Microstock in pillole

Ovvero … opinioni e pensieri senza logica e in ordine sparso sui Microstock.

Dopo 4 mesi mi sono fatta un po’ di esperienza e messo insieme un piccolo portfolio che varia, secondo i siti tra le 350 e le 500 immagini. Quando mi sono resa conto che con le foto ci avrei messo troppo tempo a mettere insieme un portfolio decente mi sono messa a fare illustrazioni che vengono accettate piú facilmente e vendono discretamente bene tenendo in conto che le mie non sono certo a livelli professionali (e le foto ancora meno :mrgreen: )

Olive
© Photographer: Milacroft | Agency: Dreamstime.com

Ero partita senza farmi grosse illusioni quindi settembre e ottobre nonostante le vendite scarse non mi sono demoralizzata, novembre è stato un mese ottimo su Shutterstock, ho cominciato finalmente a vendere su Fotolia e Dreamstime e presa da ottimismo ho impiegato ogni secondo libero nel mese di dicembre per fare illustrazioni e mandare foto .. ecco lì ho cominciato a demoralizzarmi, su Shutterstock che è il sito a cui presto piú attenzione proprio perchè è quello dove si vende di piú, ho venduto molto meno che in novembre anche se avevo mandato molte illustrazioni natalizie e buona parte dei lavori mandati dopo il 15 di dicembre sono passati pressoché inosservati. Fotolia e Dreamstime in leggera crescita almeno fino al 20 poi come era logico aspettarsi profilo basso per tutti fino a metá gennaio. In ritardo rispetto agli altri siti ho cominciato a mandare foto anche su StockXpert, non che sia molto ma in un mese ho venduto piú che su 123RF e Snapvillage messi insieme …. e lasciamo perdere Istockphoto che mi fa venire l’ansia solo a scriverlo …

Mi sono posta alcune questioni e mi sono fatta delle idee

  • I Microstock non guadagnano con le nostre foto, guadagnano con gli abbonamenti e quanto piú ritardano il pagamento al singolo autore tutto di guadagnato per loro che incassano in anticipo.
  • Stanno arrivando dai Macrostock molti professionisti che vengono coccolati (giustamente) e ben retribuiti, partendo giá dai livelli piú alti, va da sé che i fotografi della domenica dovranno accontentarsi delle briciole …
  • I maggiori Microstock (Fotolia, Dreamstime, Shutterstock) hanno giá raggiunto dei database notevoli non hanno piú interesse ad accettare di tutto, le selezioni saranno sempre piú dure e come al solito i fotografi della domenica per quanto bravi dovranno accontentarsi delle briciole, anche perchè piú è grande il database piú frazionato sará il guadagno per il singolo autore. Questa classe di autori è servita a tutti i siti per crearsi un database corposo in pochissimo tempo, ma adesso non servono piú, ora si possono permettere il lusso di scegliere chi e cosa vendere, leggi di mercato ….
  • I siti si stanno scannando a colpi di sconti sui grandi abbonamenti, tutti cercano di rubare i migliori clienti da sottoscrizione (per lo piú clienti di Shutterstock) continuando cosí le cose prevedo che diminuiranno i giá risicati guadagni con le sottoscrizioni, che variano dai 25 ai 33 centesimi di dollaro, se aggiungiamo pure il frazionamento dei guadagni gli autori tarderanno sempre piú a raggiungere gli importi minimi per i pagamenti.
  • Per chi inizia ora sará sempre piú difficile farsi un varco a meno che non sia veramente bravo e a quel punto i guadagni sono assicurati oltre che meritati, c’è chi guadagna molto bene con i microstock ma non sono quelli che, come me, possono dedicare solo qualche ora la settimana a questo “dopo lavoro”
  • Se volete racimolare qualche euro tutti i mesi, diciamo un centinaio di euro per pagarvi qualche capriccio (piccolo) o ripagarvi un obiettivo nel giro di qualche mese allora il Microstock puó essere una buona soluzione, se invece le pretese sono piú ambiziose bisogna cominciare a lavorare a livelli professionali e non in termini di ore, che certo ci vanno anche quelle, ma come qualitá dei lavori proposti.

Tenendo conto che gennaio è un mese a metá, nel senso che le vendite fino al 15 sono state scarse, aspetteremo febbraio per vedere come si muovono, al momento Fotolia è il sito piú agguerrito sul mercato, soprattutto europeo, mentre 123RF e Snapvillage sembrano sempre in letargo, il secondo pare sia stato creato per tutto tranne che invogliare la gente a vendere le foto e farle comprare ….

Ancora non ho deciso se vale la pena investire tempo e risorse in questo “lavoro” o se è meglio mettersi il cuore in pace e mandare ogni tanto qualche fotina riuscita bene …

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2 risposte a “Microstock in pillole

  1. Accidenti… concordo su tutto, questo articolo avrei potuto scriverlo io…

  2. Mi fa piacere sapere che qualcuno condivide le mie esperienze :D

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