Archivio Mensile: dicembre 2008

2008 … andato …

e finalmente dico io!

No tranquilli niente post di buoni propositi, non li ho mai fatti in vita mia e di certo non inizieró adesso, e poi la via per Technorati è  lastricata di buoni propositi quindi lascio il compito ad altri bloggari (blogger mi sa troppo inglisc!)

No, non è neanche un post sul riassunto dei fatti dell’anno, né dello sportivo dell’anno, né della fighetta dell’anno (che tanto nessuna fighetta dura tanto) per quello potete andare direttamente su Repubblica o qualsiasi altro giornale online pubblicato in un qualsiasi buco del mondo che avrá di certo una rubrica del genere.

No, neanche un post sulla ricetta ideale del cenone di Capodanno che tanto io in cucina c’azzecco come Zapatero alla riunione del G20 o come una Nikon in mano a Rino (… e questa gliela dovevo… ), e poi biru è in sciopero-scrittura.

È solo un post per dire che sono contenta che finisca il conteggio di questo anno, non che la cosa mi sia mai importata piú di tanto il 31 di dicembre per me è un giorno come un altro, ma il 2008 è un numero che ho odiato dal primo momento che l’ho visto.

Intanto è un numero pari e a me non piacciono i numeri pari, poi è un anno bisestile, io non sono superstiziosa ma si sa la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo e poi è tutto tondo e io detesto le cose perfette e senza spigoli, poi ci sarebbero cosucce tipo la crisi finanziaria, la disoccupazione ecc.ecc. ma non sono cosí impegnata per perdermi in temi  sofisticati.

Ció che veramente mi ha fatto odiare questo stramaledetto 2008 è che giusto all’inizio ho compiuto 40 anni, sí adesso lo posso anche dire, ho superato il trauma, tra pochi giorni saranno 41 quindi è passato,  sono cose che per fortuna non capitano tutti i giorni ma compiere 40 anni mi ha fatto iniziare malissimo l’anno! Un po’ come alzarsi con il piede sbagliato e passare la giornata sversi .. ecco per me questa giornata è durata un anno!!

Fanculo al 2008

)

Buon A(n)No © MilaCroft :)

Laguna de Salinas

La laguna secca che si trova di fronte a La Fabrica de Sal, un posto affascinante. È una laguna senza sbocchi quindi l’acqua, che arriva dalle montagne circostanti quando piove, evapora e lascia il sale intorno ai sassi e ai cespugli

La luce era splendida ma non nella posizione ideale per fare foto da dove mi trovavo …. ma tant’è .. ne valeva la pena.

Laguna de Salinas I © MilaCroft

Laguna de Salinas I © MilaCroft

Laguna de Salina II © MilaCroft

Laguna de Salinas II © MilaCroft

Laguna de Salinas III © MilaCroft

Laguna de Salinas III © MilaCroft

ALBUM: LAGUNA DE SALINAS

Comunicazione di servizio

Scusate ma questa è una notizia che non posso non pubblicare, dopo anni di fatiche che in parte ho condiviso … Rino ha avuto il suo Yellow Ribbon su DPChallenge!!!

3º posto per questa bella foto!! Un bel regalo di Natale!!

Wild Daisy © Rino63 (DPChallenge)

Se non avete mai vissuto le frustrazioni dei contest di DPChallenge non potete capire :D sono contenta come se avessi vinto io!!

Complimenti Gennari’

La Fabrica de Sal

Gli edifici industriali abbandonati sono sempre una miniera per gli appassionati di fotografia, offrono mille spunti diversi. Questa la chiamano “La fabbrica del sale” si trova al bordo di una laguna salata che è in secca la maggior parte dell’anno, soprattutto da qualche anno a questa parte in cui la Spagna ha sofferto gravi problemi di siccità.

Se fossi una fotografa seria avrei pensato a un reportage con un filo conduttore e poi elaborato una serie di foto a “tema”, ma siccome sono una fotografa della domenica, e infatti le foto le ho fatte domenica scorsa, ho fatto la turista girando intorno e dentro la fabbrica facendo foto da tutti i lati e attraverso tutti i buchi … che volete ognuno si diverte come puó!

Quando ho postato questa foto su Micromosso il “buon” Giacomo Saviozzi ha fatto un’analisi alla foto, e non sa quanto mi abbia fatto piacere, mettendo in evidenza tutti i limiti della foto e della fotografa (di cui purtroppo sono ben conscia :P )

La Fabbrica 01 © MilaCroft
La Fabbrica 01 © MilaCroft

[...] Questa fabbrica “dirupata” di cui ci offri uno scorcio più descrittivo che “artistico” mi piace. Mi piacciono quelle campate, credo si dica così, che sostengono le mura. Hai cercato di giocare timidamente con le geometrie e con la costruzione dell’immagine facendo partire la struttura dall’angolo destro del fotogramma. Tecnicamente è una scelta che paga. Da senso di profondità. Nell’ambito della foto reportagistica, cioè che tende a raccontare la struttura della fabbrica trova una naturle collocazione. In uno studio di forme e geometrie invece la trovo più debole. L’inquadratura ampia tende a portare lo sguardo alla ricerca di particolari, a leggere la foto in chiave descrittiva. Affascinato da queste fabbriche non sono riuscito mai a cogliere una storia architettonica. Ho sempre cercato forme o dettagli che ricoprissero il ruolo mediatico di trasfert tra la “morte” della struttura e la “vita” operosa di chi l’ha abitata. Per cui ho sempre cercato particolari “vivi”.
La luce sulla struttura mi piace, crea un buon BeN, con molte sfumature, morbido, forse anche troppo. Quello che invece non mi piace è il cielo, privo di nuvole e con quella “fumatura” dal “blu scuro” al bianco mi ricorda l’uso di un filtro graduato. Artificio che usavamo in “tempi analogici” per dare vitalità a un cielo atrimenti piatto. Nel digitale questo effetto tendenzialmente non mi piace, rende il tutto un po’ troppo artificioso, non nel senso comune del termine, ma in un senso ideologico, nel senso che rende la scena “immobile” “vuota” di contenuto emozionale. Ovviamente con la presenza di un cielo carico, di quelli post-temporale, la scena avrebbe assunto un che di drammatico. Anche la presenza umana ovviamente avrebbe collocato lo scatto in una dimensione più concettuale. Foto quindi in bilico tra lo scatto “formale” di architettura e quello didascalico del reportage. Peccato perchè la fabbrica, così come si vede, da l’impressione di essere interessante e di avere alle spalle una bella storia industriale. [...]

La foto su Micromosso

Il bianconero mi intimidisce sempre, da un lato vedo che il 90% delle foto che vengono presentate utilizzano il BN per darsi un tono, un’aria da foto “impegnata” e dall’altra mi rendo conto che il bianconero è qualcosa che devi sentire dentro nel momento in cui scatti, lo devi vedere non provare con Photoshop. Non che i miei BN siano giustificati da un alto livello artistico, tutt’altro, peró quando li faccio è perchè li ho visti … con i miei occhi ovviamente che purtroppo non sono quelli di Giacomo Sardi giusto per fare un nome :D

Questa foto invece l’ho presentata a colori perchè è cosí che l’ho vista ed è la rappresentazione della luce in quel momento, mi piace tantissimo il grandangolo anche se sulla Nikon D40 il 18 mm non è un grandangolo spinto, era ció di cui sentivo la mancanza con la Fuji S5000.

La Fabbrica 02 © MilaCroft

La Fabbrica 02 © MilaCroft

Su Micromosso Francesco (m.f.photo68) e Antonio (Torkio) hanno suggerito/ consigliato il BN, ecco la versione di Antonio Perrone:

La Fabbrica - BN di Antonio Perrone

La Fabbrica - BN di Antonio Perrone

Decisamente una versione molto piú “maschile” della mia!

Altre foto: Fabrica de Sal

Analisi di una foto – Giacomo Saviozzi

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Location: Laguna de Salinas (Alicante) -  Spagna

Buone Feste?

Da qualche giorno ho messo l’augurio nell’immagine del blog, è una cosa che si fa in automatico in questo periodo come mettersi i calzini di lana quando fa freddo, normale …

Pensandoci bene quest’anno augurare buone feste mi sembra quasi fuori luogo, buone feste a chi? Per cosa? È stato un anno disastroso per quasi tutti quelli che conosco.

Non me la sento di augurare buone feste ai miei 3 colleghi che sono stati licenziati, e da domani potrei essere la 4º giá che ho avuto la sfrontatezza di prendere 5 giorni di mutua per un’influenza … non me la sento di augurare buon natale a chi questo mese non potrá pagare l’ennesima rata del mutuo e rischia di perdere la casa e meno ancora a chi l’ha giá persa.

Non me la sento di augurare buone feste a tutti gli stranieri che lavorano qui e che non avranno i soldi per passare le feste con le loro famiglie ne a quelli a cui hanno dato i soldi perchè se ne vadano e non tornino.

Non ho nemmeno addobbato la casa quest’anno e neanche ho fatto la classica foto natalizia da mandare a parenti e amici, quest’anno proprio non ne ho voglia quindi ho pensato di riciclare la foto dell’anno scorso perchè la trovo molto attuale … e fanculo alla sfiga e agli stronzi.

Auguri ... © MilaCroft

Auguri ... © MilaCroft

Il mio augurio per quest’anno è:

Se potete trovate qualcosa per cui sorridere che non servirá a riempire il portafoglio ma almeno aiuta la salute.

O’zappatore … torna a casa

Torna, torna! ‘Sta casa ascpett’ ‘a te!

Grazie ad Antonio Perrone (Torkio) e alla sua reinterpretazione … lo zappatore torna a casa :D

o'zappatore

o'zappatore

PS: Rino se passi di qui aggiungi qualcosa in napoletano corretto che io sono padana, o’zappatore a casa mia è solo un cuntadein … sí insomma anche le parole hanno la loro poesia ce lo vedete Merola stravolto dalle lacrime  cantare “al cuntadein“???

‘o zappatore, nun s”a scorda ‘a mamma!

e si nun s scord a mamm, a mamm addò stà?

Grazie Rino :)

Brandelli di dizionario (che qui facciamo cultura mica quadretti in brodo!)

Napolatano: ‘o zappatore

Modenese: al zapador o sapador secondo la zona della provincia :P

Grazie papá :D

… a zappare!!!

contadino @ milacroft

contadino @ milacroft

contadino 2 @ milacroft

contadino 2 @ milacroft

oh .. e mi ha preso in parola, badile e rastrello e si è messo all’opera!!

La cava

È una delle location che ho sempre voluto fotografare, il marmo riflette la luce in modo incredibile e il paesaggio risulta quasi surreale. Mi sono dovuta accontentare di una piccola cava abbandonata in mezzo alle montagne … non è certo la Carrara delle foto di Francesco (m.f.photo62) ….

Cava 01 © Milacroft

Cava 01 © Milacroft

Cava 02 © Milacroft

Cava 02 © Milacroft

Cava 03 © Milacroft

Cava 03 © Milacroft

E infine … una foto seria fatta in una cava di marmo :mrgreen:

Cavatori © m.f.photo62

Cavatori © m.f.photo62