Ho constatato in questi anni sui vari siti che la democrazia di internet nel bene e nel male ha colpito anche la fotografia: tutti, tramite una semplice iscrizione, otteniamo il diritto a postare le nostre foto e dentro a quel tutti ci si trova dal pischello che ha fotografato la morosa con il cellulare al fotografo con 30 anni di esperienza.
Questo poi si ripercuote anche sui commenti, così sotto la scansione di una vecchia stampa in BN c’è chi scrive “ci vedo troppo rumore“. Un pischello sotto una foto di Paolo Cardone, quando ancora di digitale non ne voleva sentir parlare neanche per metafore, chiese “che plug-in hai usato?” E io, ai tempi di Mega-Pixel, sotto la foto di un “maestro” raffigurante una scultura in bronzo con un riflesso che creava una macchia bianca, scrissi “peccato per quella sovraesposizione“.
Quel pischello credo che ricevette in risposta un laconico “è la scansione di una diapositiva non ritocco le foto al piccí” mentre la sottoscritta ricevette dal “maestro” una serie di insulti indirizzati alla mia in-cultura fotografica (gli insulti vennero poi ricambiati … erano altri tempi), forse aveva ragione o forse no, sulla mia cultura fotografica senz’altro su quella macchia bianca ancora ho i miei dubbi.
È stata un’esperienza che mi ha aiutato a crescere e soprattutto a imparare a stare alla larga da certi “maestri“, il mio commento era sicuramente dovuto ad ignoranza fotografica, ma perché insultarmi? Solo perché ero l’unica in mezzo a tanti “che capolavoro!” a mettere una critica?
Con i “maestri” c’è da stare attenti sono pochi quelli che stanno sui siti per il semplice piacere di condividere foto e sperimentare, i più si credono già arrivati, e soprattutto sono pochi quelli che sono disposti a dare consigli utili o complimenti sinceri, non potete neanche immaginare quanti siano i maestri che commentano le foto altrui solo per fare audience sotto le proprie e confermare al proprio ego che sono ancora dei grandi.
Sono gli stessi maestri che hanno vissuto per anni nei circolini fotografici di paese a scambiarsi, con i 4 iscritti, commenti sulle proprie diapositive una volta al mese, ad ingoiare critiche dagli altri 3 fino a quando finalmente riescono a farsi eleggere Presidente del Circolino. A quel punto entrano di diritto nell’olimpo FIAF, vincono tutti i concorsi (con le stesse 3 foto che sono venute bene) e si autonominano “maestri” … poi è arrivato internet e si è aperto un nuovo orizzonte: finalmente potevano far vedere quelle 3 foto a gente che ancora non le avevano viste!!!
Postano le famose 3 foto e ne ricavano ottimi commenti. Eh, certo, in una mare di ciofeche di pischelli e niubbi quelle foto spiccano e che dire di quella con la pozzanghera e il riflesso di un campanile dentro? Una genialata!!
Poi finalmente il maestro comincia a postare le foto fatte con la nuovissima e fiammante reflex digitale che può montare le splendide ottiche comprate durante anni di sacrifici (altrui) risparmiando su vacanze e passatempi della famiglia …. Toh un’altra pozzanghera con una chiesa … e una con un castello … e una con una persona (per molti H.C.B. è la sigla di un plug-in di Photoshop).
“Ma che bel riflesso! .. ma che bella luce! … ormai la corte non sa più che inventarsi nei commenti, ma visto che continua a sembrare una genialata (ancora non è ben chiaro il concetto di originalità) cominciano anche i niubbi a postare pozzanghere con i più improbabili riflessi e il maestro compiaciuto gode e ricambia con complimenti e critiche costruttive (per arrivare a fare foto come le sue) alla propria corte. Ho visto siti affondare nelle pozzanghere!
Lo ammetto, ho il dentino avvelenato, non sono mai riuscita ad entrare in una corte, all’ennesima pozzanghera ho pensato erroneamente che il maestro avrebbe apprezzato una voce fuori dal coro che potesse avviare una discussione costruttiva, cosi ho scritto sotto la foto quello che pensavo, che la foto tecnicamente era ineccepibile ma che non mi sembrava il massimo dell’originalità già che se n’erano viste a decine …. da quel giorno non ho più ricevuto un commento ne dal maestro ne dalla corte a parte qualche velato “non hai capito una mazza”.
E… sí … lo ammetto … non ho mai fotografato una pozzanghera!! Ma colta da insana rivalità un giorno presi la teglia del forno, la riempii d’acqua e ci ficcai dentro bottiglie, sassi e piattini … ecchecazzo pure io potevo avere la mia pozzanghera personale con tanto di riflesso geniale!!










15 risposte finora ↓
Rino // Giovedì, 10 Luglio 2008 a 13:23 |
Quante verità ci sono in questo articolo…… di verità in verità la tua foto della sedia la ricordo sempre con piacere. ma anche le pozzanghere personali…. se non ricordo male la musica degli Apocalyptica centrava qualcosa….:) bell’articolo.
Mila // Giovedì, 10 Luglio 2008 a 14:00 |
e a proposito di maestri la foto della sedia se ricordi è anche frutto di un consiglio di una delle persone più serie che mi sia capitato di incrociare sui vari siti: Diego G. Bandion. Fu lui a “vedere” quel taglio in quella foto ed è stata una bella lezione di fotografia
eh sí … tra pozzanghere e sassi c’entrava pure la musica degli Apocalyptica
J. // Giovedì, 10 Luglio 2008 a 14:40 |
mi piaciono i tuoi pistolotti verso gli auto incensatori.
Io resto sempre nel mio sottoscala, non mi piace dire stronzate paraccessoriate, sono felice quando quelli come te mi gratificano e mi dispiace se non riesco a fare altrettanto (mi dici dove trovo un tuo album?), a me piace guardare nel mirino qualcosa che ci vedo solo io e quel poco che so di composizione.
ciao
A.
Mila // Giovedì, 10 Luglio 2008 a 16:30 |
Un mio album? Le mie foto sono sparpagliate per mezzo web!
(o magari all’ippica)
Nell’about del blog c’è il link al mio sitino che tra l’altro non aggiorno da un pezzo, comunque tutte le foto del blog a parte ovviamente quelle delle monografie e quelle di altri autori segnalate, sono mie … ma a quanto pare non ti perdi molto, su un forum che linkava un articolo del blog ho letto che “le sue foto non le trovo granchè ma il suo scritto è assolutamente reale e molto realistico” LOL mi sa che dovrei appendere al chiodo la macchina fotografica e darmi al giornalismo
Ah … e grazie per aver finalmente dato una definizione azzeccatissima alle cazzate che scrivo, chiamarli post mi sembra banale, articoli troppo pretenzioso …. pistolotti è la definizione piú giusta!
Ciao e non preoccuparti siamo tutti nei sottoscala solo che c’è chi è convinto che quello sia un attico
Paolo // Giovedì, 10 Luglio 2008 a 16:34 |
non conosco gli antecedenti, sono una specie di vongola che se ne sta rintanata nel suo buco, però il “pistolotto” mi è piaciuto
p.s. ho fotografato più di una pozzanghera ma non ho mai pensato che così imitavo un maestro (vero), tuttalpiù (si scrive così?) copiavo Escher…
Mila // Giovedì, 10 Luglio 2008 a 16:41 |
Paolo magari tu sei uno di quei rari casi che le pozzanghere le ha nel sangue
Anche io adoro Escher ma non ho mai pensato di “tradurlo” in fotografia … ci devo pensare
EBass // Giovedì, 10 Luglio 2008 a 16:48 |
Sottoscrivo ogni frase, anzi, ogni parola. E poi sottoscrivo di nuovo il tutto. Potrei anche fare i nomi di alcuni di questi “maestri” che spacciano per capolavori (grazie sopratutto ai soliti mitomani osannanti), scatti che a definire “ciofeche” si fa torto alle ciofeche oneste e dichiarate. E, per di più, ottengono simili banalità con fotocamere da 21mpx ed ottiche da migliaia di euro…
Io m’accontento della mia reflex entry e della compattina pronta all’uso, che non si sa mai che lo spirito di Bresson si impossessi del mio occhio…ma per poco, eh? Che poi mi tocca chiamare l’Esorciccio! Beh, finora non è accaduto…vado a cercare una pozzanghera, magari che rifletta un campanile, dal quale sta cadendo la croce, con un coro di angeli svolazzanti attorno che che si strappano i capelli per la tragedia, su uno sfondo di cielo tempestoso… No, vado a prepararmi una cup of tea, che è meglio.
A presto
Mila // Giovedì, 10 Luglio 2008 a 17:00 |
Anche io potrei fare dei nomi, anzi uno in particolare che è quello che mi ha ispirato il pistolotto …
ma non serve … chiunque abbia frequentato siti di fotografia ha conosciuto almeno un “maestro” di quel genere
cinzia // Venerdì, 11 Luglio 2008 a 15:28 |
Sono gli stessi maestri che hanno vissuto per anni nei circolini fotografici di paese a scambiarsi, con i 4 iscritti, commenti sulle proprie diapositive una volta al mese, ad ingoiare critiche dagli altri 3 fino a quando finalmente riescono a farsi eleggere Presidente del Circolino. A quel punto entrano di diritto nell’olimpo FIAF, vincono tutti i concorsi (con le stesse 3 foto che sono venute bene) e si autonominano “maestri” … poi è arrivato internet e si è aperto un nuovo orizzonte: finalmente potevano far vedere quelle 3 foto a gente che ancora non le avevano viste!!!
Questo passaggio te l’ho rubato e messo qui perchè ha centrato in pieno uno spocchioso mocciosetto che frequentava MP, abilissimo con photoshop, poco propenso (all’epoca) ad insegnare come ottenere determinati risultati, ma molto propenso a prendere per il naso la sottoscritta. Adesso lo fa perchè il principino ha aperto un circolo fotografico nella sua città e UDITE UDITE insegna! Ovvio, ora si fa pagare…..sul suo sito a grafica cubitale trovi l’iscrizione alla FIAF (fa figo, evidentemente). Si è iscritto al mio blog, ma ormai mi considera il suo zerbino fotografico, ora proietta filmati con le sue foto (trite e ritrite) a manifestazioni , è venuto alcune volte a Bologna e provincia ma mai una volta che abbia avuto l’acume di invitarmi (che si vergogni della mia ignoranza fotografica? Mica lo violento)
Ribadisco, Bravissimo con Photoshop ma non credo sia sufficiente (lo dice una che photoshop non sa neanche da che parte si lancia, ha problemi persino con Gimp!)
Non sarà che sono invidiosa??
Mila // Venerdì, 11 Luglio 2008 a 16:32 |
ahahahahahha Ci’ non so perchè ma ho la vaga impressione di sapere chi è il genietto … magari per iscriversi alla FIAF si sará pure letto qualche bignami di fotografia e alla fine avrá scoperto il grande mistero: cos’è l’esposimetro?
Cì è sempre un piacere leggerti
J. // Domenica, 13 Luglio 2008 a 12:42 |
voglio calare una briscola!
un paio di anni fa su Flickr incontro un ragazzo poco più che ventenne, faceva delle foto di strada, giornalistiche, con una compatta, senza boria, stava abbastanza vicino a me, lavorava come barista per pagarsi l’università. Ci siamo conosciuti e gli ho detto fuori dai denti: “cazzo avessi io il tuo genio andrei in un’agenzia proponendo foto e ambizione”. Fatto. E’ andato in Siria, è tornato con un reportage glielo ha fatto vedere e lo hanno sbattuto a loro carico in Libano nel bel mezzo di razzetti, anche se la mamma ha pianto, e ora, siamo in contatto, ha avuto prime pagine su un quotidiano milanese e altri. Ora è in giro come fotoreporter.
Ecco, questo non ha bisogno della Fiaf, gli basta il suo occhio rapido e la costruzione automatica di una scena in testa.
ciao
Alex
Mila // Domenica, 13 Luglio 2008 a 14:36 |
ecco Alex quelle sono le persone che fanno la fotografia, ma come in tutti i campi di persone con grandi capacità innate ne nascono poche in un secolo, figuriamoci in un decennio
cinzia // Martedì, 19 Agosto 2008 a 01:46 |
Piacere mio averti ritrovata!!
dago1951 daniele // Sabato, 20 Settembre 2008 a 23:14 |
Marta…leggo che hai una certa esperienza,di questi cosidetti fotografi,che poi diventano capi fiaf.ho smesso di freguentare i circoli,proprio perche’chi era bravo con le parole,riusciva a far credere agli altri che le ciofeche,(come dici tu)erano delle ottime foto.
ti ho scoperta,e ti leggero piu’ spesso.mi piaci un sacco.
ora che ci penso…non hai mai commentato le mie foto……mi viene un dubbio………
ciaooooooooooooooooooooooo
Mila // Sabato, 20 Settembre 2008 a 23:46 |
Non ho mai frequentato circoli ma mi è capitato di incontrare qualche soggetto sui siti fotografici
Non so se ho mai lasciato un commento alle tue foto, ma seguo il tuo blog, mi é piaciuto molto la serie sugli artisti di strada