Siti Fotografici #10 – I Commenti

Di solito il primo passo di chi comincia ad interessarsi alla fotografia è quello di iscriversi a un forum, e sempre di solito non lo si fa per mettersi umilmente alla gogna perché ci insegnino a migliorare la nostra fotografia, lo si fa per cercare quanti più commenti positivi sulla macchinetta che abbiamo comprato.

Sadismo Fotografico

Quando saremo certi di aver comprato il meglio che il mercato offre, perché ovviamente ci soffermeremo solo sulla parte del forum che tratta quella marca, saremo anche certi che le nostre fotografie non potranno che essere perfette.

Presi da manie di grandezza cominceremo a postare crop e prove per glorificare i dati tecnici della macchinetta, da qui poi l’utenza si divide in due, c’è chi resta nel forum tecnico continuando a fare prove su prove man mano che escono nuovi modelli (sì sto parlando del mitico info-maniaco) e c’è chi comincia a mettere il naso fuori e rendersi conto che le macchine fotografiche possono essere usate anche per fare ritratti, paesaggi, macro, che se fatte bene possono essere appese in salotto insieme alle foto della comunione della bimba.

A questo punto scatta la caccia al commento, ad avere quanti più consigli o approvazioni possibili e all’inizio sembra davvero la soluzione per diventare grandi artisti … in realtà i commenti sotto le foto servono nella misura in cui siamo disposti ad accettarli e soprattutto a valutarli.

All’inizio non sappiamo se chi ce li lascia sia una persona con esperienza, diamo per scontato, sempre che non siate artisti di nascita, che ne sappiano più di noi e prendiamo per oro colato tutto quello che ci consigliano e questo di solito fa perdere anche quelle 2 certezze acquisite fino a quel punto, perché siccome da qualche parte sul sito avranno letto che “bisogna commentare anche se non si sa niente di fotografia perché anche cosi si impara e si partecipa” (e vale sempre il discorso io ti commento tu mi commenti) sotto le foto troviamo spesso opinioni che sono, se possibile, più ciofeche delle foto stesse.

Poi passa il tempo e ci si accorge che sotto le foto ci si trovano sempre gli stessi commenti: “bella” – “avrei contrastato di più” – “avrei contrastato di meno” – “mi sembra scura ma forse è il mio monitor” ora … o dopo 4 anni avete postato le stesse ciofeche (non escludete a priori la possibilità) oppure è ora di cambiare aria e cercare di crescere con altri confronti, c’è una terza possibilità, e succede su tutti i siti immancabilmente: scrivere il fatidico post perché si commenta poco?” (altre varianti: Su questo sito si apprende ancora la fotografia? Cosa vogliamo da questo sito? Ecc.ecc.) ovviamente è una domanda che non serve a niente se non ad alimentare polemiche mai sopite sui gruppetti, ringraziamenti, libertà d’espressione …

Su ogni sito succede lo stesso si comincia a criticare la forma dei commenti e si finisce per spaccare il sito in due .. o tre .. secondo i casi. Partono accuse di censura, di clientelismo, leccaculismo e si ritorna da capo, altro sito, altra forma, stessi meccanismi.

Bisognerebbe innanzi tutto rendersi conto che quello che postiamo su internet sarà visto da ogni utente come una foto diversa sì perché di monitor correttamente bilanciati quanti credete che ce ne siano? Quindi la foto che posto io, che mi sembra ben esposta e bilanciata nei colori, per un altro che magari ha un monitor a tubo esausto, sarà scura, per uno che ha un TFT ultraluminoso sarà sovraesposta, per un altro troppo contrastata, per un altro avrà una dominante magenta ecc.ecc.

Basiamo tutti i giudizi su immagini a bassa risoluzione e viste attraverso strumenti con messe a punto molto soggettive, e pretendiamo che ci diano in due parole la soluzione per fare foto perfette!

Perché invece non ammettere che quella dei commenti ci sembra la strada più breve per arrivare dove ci si arriva solo dopo essersi confrontati con chi parla di fotografia con un po’ di onestà intellettuale senza per forza dover fare le pulci ad ogni fotografia ma parlando di cultura fotografica? E solo dopo aver guardato e studiato con umiltà le immagini di grandi fotografi (non solo dei nomi famosi, in ogni sito ci sono bravissimi fotografi) e capire perché quelle sono foto che ci piacciono e le nostre nonostante i 200 “bella!” sotto continua a non convincerci?

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30 risposte a “Siti Fotografici #10 – I Commenti

  1. Mi hai tolto l’ultimo paragrafo di bocca! :-)

    Sandro

  2. :D Sandro è un onore sapere che condividi!

  3. Caspita! … provo una sensazione strana nel leggere questi tuoi post … ho come la sensazione di essere osservato :)

    Precisa e puntuale “immagine” e per quanto mi riguarda calza a pennello.

    Sto fiutando un po’ di tracce che mi sembrano portare nella direzione “giusta” … vediamo se sarà così.

    Bella comunque questa analisi … la trovo molto attuale e , anche se il mio è un parere mooolto meno autorevole di chi mi ha preceduto, concordo su molti punti :)

  4. hahaha….Marta sei unica.
    molto divertente, ahimè….molto vero, o quasi.

  5. ci si dovrebbe incontrare in notti senza luna né vento, in qualche bosco impraticabile ed attorno ad uno stoppino a petrolio scambiarci vecchie carte ancora umide e già sepiate dal tempo alla parola d’ordine “Alfaromeofiatlancialaripariamcolceiungum!”.
    Siamo tutti artiti. Cimentiamoci in contest astrusi. E’ finito il tempo del metti-togli dell’ingranditore di notte in bagno, semmai è il costo degli ingrandimenti un tanto al centimetro e poi sempre mal rifilati che ci deve preoccupare.
    Artista: “Chi opera nel campo dell’Arte”, Zingarelli.
    Ciao Mila
    A.

  6. @ alxdesign, non sentirti osservato .. sentiti “facente parte” come tutti noi utenti di siti fotografici ahahahha

    @ miché … come quasi? Io dico solo la veritá o meglio cerco di evidenziare il lato comico (alla fantozzi) della veritá :P

    @ j. ormai gli ingranditori non si trovano piú neanche dagli antiquari .. suvvia aggiorniamoci, magari in una notte senza luna né vento scambiandoci i commenti di nascosto :D

  7. Purtroppo i commenti “di scambio”, i gruppetti di amici ed il saluto tanto per “marcare il cartellino” sono il vero cancro di tutte le community (fotografiche o no) che rischiano poi di trasformarle in posticini poco “salubri” per non dire invivibili. E’ dura, molto dura cerca di stimolare le persone ad agire diversamente, a lasciare contributi propositivi e costruttivi…a parlare di fotografia. C’è chi, come il sottoscritto, non ha grandi competenze nel farlo (anzi, non ha nessuna competenza) e quindi si limita a scrivere ciò che vede, ciò che sente e poco altro. Mi piace molto quello che scrivi qui: “E solo dopo aver guardato e studiato con umiltà le immagini di grandi fotografi (non solo dei nomi famosi, in ogni sito ci sono bravissimi fotografi) e capire perché quelle sono foto che ci piacciono e le nostre nonostante i 200 “bella!” sotto continua a non convincerci?” e forse in sintesi è il pensiero di molti anche se credimi, non è facile parlare di fotografia e di cultura fotografica se prima non si inizia un percorso intellettuale e tecnico che possa aiutare a crescere. Infondo i commenti a questo servono, a mio avviso: a partire. Ad iniziare, assieme ad i libri, libri che però non possono darti consiglio su quanto tu hai prodotto, libri che ti mostrano senza dubbio una strada ma che purtroppo, non riescono ad entrare nello specifico dei nostri “primi” errori. Io penso che vi sia bisongo di tutto un pò per poter crescere, fotograficamente, sotto ogni punto di vista. Personalmente sto ancora muovendo i primi passi e quindi mi sento un pò pesce fuor d’acqua in questa discussione ma…mi piaceva l’idea di dire anche la mia!
    Un abbraccio Mila

  8. Salvatore io devo molti “grazie” a gente che ha commentato le mie foto e mi ha aiutato a crescere, l’errore che fanno in molti è pretendere i commenti perchè la vedono come la soluzione piú rapida per diventare bravi fotografi … quando bisognerebbe cominciare dal “commentare” se stessi con un po’ di autocritica :)
    Mi fa piacere vederti da ste parti :D

  9. …guarda che anch’io ti seguo…ihihihi

    Hai ragione, sarebbe importante farne molto più che “un pò” di autocritica…ed anche magari essere un pò più aperti alle critiche anzichè accettare e pretendere solo entusiastici commenti a volte, permettimelo, decisamente falsi ed ipocriti!

    PS: ma come si mettono le faccine qui sopra???

  10. le faccine … hai presente quelle cose preistoriche che si facevano in chat una volta … tipo due punti + parentesi chiusa .. oppure due punti + D maiuscola …? :P (questa è due punti + P maiuscola) :D

  11. mitico sto fatto delle faccine…ora ci provo!!!

    allora, due punti e una P maiuscola, vediamo che ne esce fuori:
    :P

  12. Quello che dico spesso agli’amici che frequentano i forum di fotografia è questo:non sono tanti falsi commenti positivi a fare di una foto una buona foto……………

    Marizio

  13. Marizio stà per Maurizio,piccolo lapsus eheheheh

  14. Un simpatico ed esaustivo escursus su vizi e presunzioni del fotoamatore Italicus … e non solo.
    Aggiungerei il “Fototipo” che chiede consigli a destra e a manca , ma poi decide che il suo punto di vista è migliore … tanto quelli non capiscono un ” Ca ..tubo” di foto !

    Con simpatia.

    Mimmo

  15. ahahaha Mimmo hai ragione … me lo segno perchè mi sa che dovró aggiungere altre voci all’elenco degli utenti-tipo :D grazie

  16. …devo dire cmq a difesa delle community, forum ecc.ecc. che cmq all’inizio aiutano e parecchio. Il confronto se si stabilisce e và al di là del ” Bella Bellissima Stupefacente” puo’ essere molto utile. Ovvio che tra centinaia di post di leccaculate spetta all’utente stabilire chi merita la sua attenzione e non. All’interno di ogni community trovi delle piccole chicche fotografiche, trovi la persona preparata (e non parlo di quelli che sanno qualsiasi cosa sulla differenza di cmos o ccd, valori iso ecc.ecc.)
    Il problema che mi pongo è che la maggior parte della gente posti non per imparare la fotografia o parlare di cultura e/o tecnica fotografica, ma per mettersi in mostra. Questi siti si stanno avvicinando al lvl myspace, ma non per colpa dei creatori, per colpa cmq delle persone che la frequentano che considerano la fotografia un altro mezzo per farsi conoscere.
    La fatidica discussione su 4u, l’ho seguita pur io, ovviamente un Forum puo’ esserti d’aiuto all’inizio, ma una tonnellata di libri e corsi e ws ti aiuteranno senz’altro ad approfondire.Non si finisce mai di imparare in questo campo, ed è proprio questo il bello….purtroppo noto come si tende a pensare che la fotografia in realtà sia una cosa facile. Beh alla fine premi un pulsante…che ci vuole…poi recupero tutto in camera raw…che bisogno ho di imparare a scattare, a comporre e di conoscere la storia della fotografia…l’importante è che mi prendo i miei 100 commenti e sono l’eroe del forum…
    Opinione strettamente personale, puo’ anche essere non condivisibile..

  17. Mesco, condivido tutto quello che dici, anche io come tanti ho iniziato su un Forum, Photo4u per la precisione, e non postavo le mie prime ciofechine (mi sono rifatta in seguito :mrgreen: ) seguivo i commenti e i consigli di chi ne sapeva piú di me.
    Sta alle persone secondo la voglia che hanno di crescere cercarsi gli strumenti, i commenti e i siti sono solo parte di questi strumenti.

  18. Ciao Mila, come va?

    Tutto vero quello che scrivi. Ma ancora non ho trovato una sola persona che alla minima critica della sua ultima ‘opera d’arte’ non ne resti stizzito. Forse cominciare da quello, un sito al contrario come ho sempre immaginato: con critiche aperte e discussioni serie e via dalla mischia subito il primo che si infervora e non sa stare alle regole. Si rimarrà in quattro gatti e chissenefrega? Come diceva qualcuno ‘preferisco una festa di amici ad una grande famiglia’. Preferisco esser preso a calci nei denti da tre persone VERE piuttosto che elogiato da 100 leccaculi.
    Cavolo, nessuno ha la pazienza di dire ‘ci metterò una vita e forse non ci arriverò mai, ma se fosse l’avrò fatto io’.

    Tutti che vogliono tutto e subito, dal commento favorevole alla ‘gloria’ immediata, sia essa televisiva o forumistica, poco cambia, il concetto è quello ed il fine identico. Ottenere subito, anche se il manuale della fotocamera non l’ho letto, ci sarà qualcuno che l’ha fatto al posto mio :) e che magari mi fa il workshop ultraprofessionale dove mi spiegherà tre cazzate che da solo avrei potuto leggere, se non fossi così pigro e stupido da non riuscire a scrivere tre paroline in google e nel frattempo mi svuota un po’ il portafogli :D I workshop, che grande invenzione… Con la possibilità del digitale di scattare e provare, verificare subito sinceramente non li capisco proprio… (è per forza poca voglia di fare, poca voglia di impegnarsi, poca voglia di riuscire e fretta di ottenere subito per avere prima l’ego bello gonfio).

    Come vedi le tue foto ad un mese o un anno dallo scatto? A presto.

    ps
    E su, per chi ha scattato in analogico ed ha sviluppato nel cesso di casa, un po’ meno tirarsela che le foto se facevano schifo lo fanno anche ora col digitale. Non vedo alcuna differenza visto che uno potrebbe tranquillamente coprire il display con del nastro nero ed avere lo stesso il beneficio del dubbio. Una foto schifosa e insalvabile fa schifo se esce così dalla macchina o se sta tre ore sotto photoshop, basta un po’ di onestà. La grossa differenza forse è che ora photoshop è alla portata di molti per tutorial, tempo che gli si può dedicare, prima le grandi cose in co le otteneva chi realmente aveva le palle.

  19. Ciao Claudio,
    mi spiace non aver mai partecipato a un workshop penso si potrebbero scrivere cose divertenti :D

  20. Io posso dire di esser partito da zero , ho avuto esperienze con la reflex analogica ( Canon A1 ) tanti …ma tanti lustri fa.
    Le foto le mandavo a sviluppare …. ed aspettavo con ansia il mio “cilindretto” che spedivo ad Hobby Foto … qualcuno lo ricorderà il famoso rullino che davano in omaggio ….era un presa per il culo …ma faceva effetto.
    Per cui esperienza di camere oscure a “Luci rosse” praticamente Zero de nada.
    Guardando oggi le vecchie foto di allora scattate spesso solo d’istinto , si vedono gli “orrori” rapportate ad oggi.
    Ho seguito un altro forum e devo dire che stavo attentissimo a tutti i commenti …. cercavo e cerco ancora in rete cose che non conosco o che sento di approfondire …. sicuramente penso di dover molto della mia crescita alla partecipazione ai forum …..
    Non sono completamente d’accordo con le considerazioni finali di Claudio , la possibilità di utilizzo della camera chiara io la trovo una gran cosa … sicuramente la camera oscura aveva ed ha ancora molto fascino , ma sembrava una cosa molto d’elite , credo che l’elasticita e la creativita del SW sia molto elevata e piu’ alla portata di tutti …. magari spesso di fronte a chi parlava di camera oscura ci si sentiva un po’ handicappati e magari si pensava di essere di fronte a dei mostri sacri … un gran rispetto sicuramente …e poi la foto ciofeca resta sempre ciofeca … con tutti i ritocchi di questo mondo….

    Mimmo

  21. Mimmo è vero che Photoshop oggi è alla portata di tutti mentre la camera oscura era oggetto di culto per pochi, ma quei pochi non ti diranno mai che i grandi, quelli veri, non avevano camera oscura, non si stampavano le foto nel cesso di casa ma si rivolgevano allo stampatore professionale che riusciva scatto dopo scatto a tirare fuori quello che il fotografo gli aveva indicato. Ognuno aveva una propria professionalitá che oggi si è persa (e questo non solo nella fotografia, lo stampatore era un artigiano!)
    Photoshop lo si compra su ogni bancarella ormai e lo puó installare chiunque abbia un pc, ma questo non vuol dire che sia “alla portata di tutti” perchè è uno strumento complesso che non solo richiede conoscenza tecnica e informatica ma anche fotografica … sotto certi aspetti la camera chiara è anche piú complessa della camera oscura… se fatta bene

  22. Marta ovvio che non è facilmente utilizzabile da tutti … volevo solo rappresentare una diversità d’approccio al problema di come gestire uno scatto.
    Le complessità insite nel programma non sono certo poche , ma restando in una fase non avanzata si puo’ già operare delle buone correzioni partendo dal RAW , ovvio bisogna anche avere le basi di fotografia per sapere su cosa agire.
    Ritengo che oggi fatto 100 il numero dei fotoamatori credo che oltre il 70% riesca a mettere mano ai propri scatti …. con la pellicola credo che questa percentuale era molto più bassa.
    Marta lo stampatore lo so che era un artigiano
    ( non sono piu’ un ragazzino purtroppo … 57 da tre giorni fa )

    Con simpatia , Mimmo.

    Colgo l’occasione per complimentarmi con Claudio per i suoi splendidi lavori ( visto il suo sito )

  23. Mi unisco anche io ai complimenti per le foto di Claudio, notevoli.
    Mimmo la precisazione sulla camera oscura era solo per evidenziare che alcuni tra quelli che se la tirano o tiravano perchè facevano camera oscura sono paragonabili a quelli che oggi con Photoshop arrivano ad aggiustare i livelli :D come giustamente hai detto prima … una ciofeca resta una ciofeca, digitale o pellicola che sia

  24. Ciao Mila e Mimmo :)

    @Mila: io nemmeno ho mai partecipato ad un workshop, ma ne ho sentito parlare spesso da chi c’è stato e nella maggior parte dei casi (a me) ha sempre dato l’impressione della farsa… Cose ridicole (parlo dei workshop fatti da pseudo pro/amatori evoluti). Quelli che mi è capitato di avere vicino per puro caso (ci trovavamo nello stesso posto) non mi lasciavano scattare dalle risate che mi facevo :D

    @Mimmo: ciao, è un piacere conoscerti se pur virtualmente.
    E’ un link che uso spesso, perchè per me è un Genio e perchè fa rendere conto cosa significa avere gli attributi in camera oscura:

    http://www.bsimple.com/home.htm

    ed allo stesso tempo mi fa ridere in faccia agli stampatori ‘da cesso’ come li chiamo io che oggi si lamentano perchè le foto si fanno con photoshop. forse, ma prima per fare le stesse cose ci volevano le palle che loro evidentemente non avevano :D

  25. Ciao Claudio , grazie per il link …. Stiamo parlando di un genio !
    Sia dal punto di vista tecnico che creativo …realizzare fotomontaggi a questo livello in analogico non credo sia cosa praticabile da persone normali …
    Avevo letto tempo fa di Misha Gordin , mi hai dato un’occasione per rivere con calma il suo genio creativo , oltretutto un autodidatta che non si è rifatto a nessuna scuola.

    Grazie e piacere mio per la conoscenza.

    Un caro saluto .

    Mimmo

  26. Ma come mi gustano i tuoi testi, le tue osservazioni e la bella, sana ironia (e sarcasmo) che scorre in essi come una sorta di linfa vitale.
    Mi garbano proprio parecchio.

    Zef.

  27. A questo proposito, riporto uno stralcio di pensiero che mi è capitato di fare in parte in altre occasioni.

    Mi è capitato sovente di affrontare discussioni con “puristi” dell’analogico e con “integralisti” della camera oscura che sembrano avere come comune denominatore il disprezzo delle tecniche digitali. A sentir alcuni di loro (non tutti) sembrerebbe che un’immagine acquisti tanto più valore di “fotografia vera” quanta più competenza tecnica, fotografica e chimica, sia stata messa in gioco in fase di ripresa e sviluppo/stampa. Personalmente io guardo solo il risultato finale e poco o punto mi interessa il percorso ad ostacoli necessario per la realizzazione. Una foto scontata e banale che ha richiesto un anno di camera oscura ed una laurea in chimica resterà per me un bell’esercizio tecnico e basta.
    E’ veramente difficile vedere o capire un valore aggiunto nella trasformazione chimica rispetto alla trasformazione digitale. Prima, per aumentare il contrasto di un’immagine si doveva ricorrere a particolari tempi, temperature e carte: tempo speso due giorni; costo 30 euro. Ora si ottiene la “medesima” cosa spostando un cursore: tempo 6 secondi, costo 0 euro.
    Se finalmente ci convinciamo che la trasformazione digitale permette di fare le medesime cose della trasformazione chimica (e molto di più) in molto meno tempo e con costi infinitamente minori, allora forse la finiremo di discutere della superiorità dell’arare il campo con l’aratro ed i buoi rispetto al fare la stessa con il trattore.
    Se l’unica millantata superiorità della trasformazione chimica dovesse risiedere nella maggiore difficoltà (e costo) necessaria per raggiungere il medesimo obiettivo a portata di click con PS, allora mi chiedo a questo proposito se stampare una foto a testa in giù e con le mani legate dietro la schiena non renda il risultato finale strepitoso in ogni caso, vista l’enorme difficoltà realizzativa.

    Tornando ad esempio a Misha Gordin, francamente devo dire che la genialità delle sue realizzazioni risiede nell’idea e nel simbolo rappresentato. Il fatto che le immagini siano state realizzate con trasformazioni chimiche e non digitali non muove di uno iota la sua genialità nel concepire le immagini. Aggiunge sicuramente una nota di profonda ammirazione per la tecnica usata, ma non rende le immagini più significative di quello che sono. Mi spiego: se avesse realizzato le immagini con PS, la mia ammirazione (che va all’immagine e non al percorso realizzativo) sarebbe stata esattamente la stessa. Per contro, se pure si volesse realizzare la foto di una mela sul tavolo impiegando la tecnica di Misha, anche se avesse richiesto un mese di camera oscura, resterebbe sempre e comunque una discreta ciofeca ed amen.
    Zef.

  28. ciao, gran bel sito!
    facciamo uno scambio di link?

  29. Ciao Mila, sono davvero felice…per essermi incagliato casualmente nel tuo blog…..quello che ho letto (quasi tutto penso) mi ha emozionato tanto e mi emoziona ancora..
    Un giorno, avevo circa 30 anni, andai a Surf Casting (un tipo di pesca dalla spiaggia) con il nipote sedicenne di un mio conoscente perchè non volevo andare a pesca da solo e perchè ero consapevole del fatto che avrei potuto imparare molto da lui visto che faceva parte di un team e partecipava a gare di pesca. Ebbene….cominciai a comprare dei libri, a comprare riviste…ma mi resi conto presto che quello che pian piano imparavo pescando….lo avrei potuto imparare solo pescando.
    E così…dopo circa un anno (andavo a pesca circa tre volte a settimana e tornavo quasi sempre senza pesce perchè lo ributtavo in mare o non lo prendevo) mi resi conto che per anni avevo pensato di pescare…ma invece avevo solo buttato il pimobo con l’esca in mare….ci vuole tecnica in tutte le cose…altrimenti si tratta solo di fortuna (che non deve comunque mai mancare).
    A dieci anni ho cominciato a suonare il pianoforte….e sono andato su e giu sulla tastiera con le dita (come diceva Dalla) per circa 13 anni (dopo essermi diplomato ho continuato a studiare Gezz). Poi mi sono dedicato alla composizione di musica per documentari (per hobby…perchè per vivere faccio l’impiegato)….e dopo dieci anni di pagamenti alla SIAE ho deciso di abbandonare la composizione. Dentro mi sento un’artista (e la mia formazione è artistica visto che vengo anche dal Liceo Artistico) ma mi rendo conto che non posso fare un’acquerello e tenerlo in un cassetto……ho bisogno di creare perchè mi sento come quando accarezzo un cane o mi trovo in un bosco di querce…ma ho bisogno di avere un riconoscimento che va al di la di un “bello….ma perchè non ne fai altri?”. E così con la musica, mi sono stancato di sentire “ma l’hai fatto un disco? perchè non me lo dai?…le tue musiche sono meravigliose….”.
    Ed allora….proviamo con le foto….la mia prima reflex è stata una Yashica FX 3 2000 (ce l’ho ancora) e avevo imparato anche a sviluppare in bagno
    con gli acidi e la lampadina rossa…..chissà se riesco ad avere qualche soddisfazione con questi caspita di Microstock…..
    Probabilmente ho detto qualche castroneria….ma io la penso così….e voi? pensate che l’artista debba creare anche se i lavori rimangono nella libreria di casa?
    Leonardo

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