Brandelli

Monica Iorio

Venerdì, 30 Maggio 2008 · 1 Commento

Le fotografie di Monica Iorio sono come i cristalli di un lampadario, fino a che restano in ombra sono solo pezzi di vetro ma appena ricevono aria e luce si convertono in tintinnii e colori.

Monica Iorio

Sono fotografie molto femminili, e in un mondo, la fotografia, dove gli uomini avevano sempre rappresentato la maggioranza, Monica è tra quelle fotografe che hanno arricchito il modo di intendere e vedere le fotografie con un nuovo punto di vista e nuove sensazioni.

Monica Iorio

Spesso si mette a nudo, nelle fotografie e parla di sè e delle proprie percezioni e ce le ritrasmette, non è facile mettere i propri sentimenti davanti a un obiettivo ma lei lo fa sempre con garbo e classe soprattutto quando oltre ai sentimenti ci mette anche la sua faccia, non sono autoritratti, io le vedo come mini biografie ed è fuori discussione che guardo con occhio femminile le foto di una donna.

Monica Iorio

Monica Iorio

Quando la sua fotografia si fa astratta si avvicina molto alla pittura, il suo modo di fotografare la materia non è una semplice documentazione di una texture o di un rilievo e neanche un tentativo presuntuoso di “arte astratta”, con le sue foto entra nella materia stessa fino a farcene apprezzare la plasticità … proprio come se fosse un quadro dove si possono vedere le pennellate e intuire i movimenti del pittore.

Adoro le foto di Monica … ma questa qui sotto .. vorrei tanto averla fatta io :D

Monica Iorio

Monica Iorio

Monica Iorio Monica Iorio Monica Iorio Monica Iorio

Una serie di immagini per tentare di elaborare un personale discorso visivo fra linguaggio fotografico e linguaggio pittorico. L’occhio si limita a scorgere su superfici disparate – quelle di barche sull’arenile, muri di edifici e vecchi portoni – motivi astratti. Mi piace definirla una sorta di “pittura pigra”, ottenuta senza l’impiego dei tradizionali strumenti impiegati per dipingere ed affidata alla macchina fotografica. Gli scatti mirano ad investigare anche il potere emotivo-evocativo dei colori in una costante opposizione tra tinte calde e fredde; il tutto nel quadro di una fotografia “in cammino” dove ogni immagine fermata è un frammento di un intimo diario visivo.”

Categorie: Monografie
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